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Marie-Thérèse Porchet, attrice di teatro, racconta la sua tournée con il circo Knie
«Schwyzerdütsch senza accenti»
Marie-Thérèse Porchet, attrice di teatro, racconta la sua tournée con il circo Knie
Ha appena terminato una grande tournée con il circo Knie che l’ha portata in giro per la Svizzera. Cosa le ha lasciato quest’esperienza?
Il ricordo di molti momenti piacevoli condivisi con tutti i miei concittadini e in tutte le lingue. Com’è andato il contatto con il pubblico germanofono? Molto bene. Per evitare ogni genere di problema o di critica mi sono presa la briga di parlare lo schwyzerdütsch senza accenti. Per questo mi fa ancora male la gola.
La sua vicina Jacqueline non ha sofferto troppo per la sua lunga assenza?
Ma Jacqueline mi ha accompagnato per tutta la tournée. Ci vorrà pure qualcuno che cambi le lenzuola, lavi i piatti e riordini la mia roulotte, non crede?
Abitando a Gland, le capita di spostarsi con i mezzi pubblici e in particolare con l’autobus?
Prendo regolarmente il bus quando vado a Lèche-les-Biens per le cure termali. Le garantisco che il pullman è eccellente per la memoria perché sui tornanti ci si ricorda di colpo di tutto quello che si è mangiato a pranzo.
Cosa rappresenta per lei l’autopostale?
L’autopostale è un po’ come il circo Knie: un’istituzione nazionale conosciuta in tutta la Svizzera e che va ovunque. Anche negli angoli più sperduti della Svizzera tedesca, mi perdoni la sottolineatura pleonastica.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
Dopo otto mesi di tournée con dieci spettacoli a settimana credo che qualche giorno di vacanza al sole mi farà proprio bene. Ma preferisco non dirle dove per proteggermi dai paparazzi: pensi che l’ultima volta che Jacqueline si è messa in topless sulla spiaggia ce n’è stato uno che è rimasto a bocca aperta.
Marie-Thérèse Porchet è un personaggio di una cinquantina d’anni che vive a Gland (Vaud), interpretato dall’attore ginevrino Joseph Gorgoni. Nella città di Gland c’è una piazza che porta il nome di Marie-Thérèse. Jacqueline, la sua vicina immaginaria, invece non ha ancora avuto quest’onore. Peccato.



