Lea Rossi

... e la prima neve

Un terribile mal di pancia e la prima neve possono dimostrare che il trasporto pubblico è importante, necessario, anzi indispensabile. Una breve storiella per rendersene conto. Paolo è a letto con il mal di pancia. Naturalmente non dà la colpa alla sua irrefrenabile ingordigia ma alle polpette di verdura che si è divorato con gusto poco prima di mezzanotte. Comincia così il racconto in cui la moglie parla in prima persona e il povero Paolo è costretto a subire. Vediamo cosa succede.

Gli consiglio una camomilla calda e mi fiondo in cucina per preparargliela. Alle 7.45 devo essere dal dottor Notari per sostituire una collega in vacanza. Ma lo studio è in città e le strade fuori sono coperte di neve. «Che bello», penso tra me e me mentre osservo le vie pressoché deserte dove, almeno per una volta, le macchine avanzano a passo d’uomo. Alle 7.02 in punto sono alla fermata, ma dell’autopostale giallo neanche l’ombra. Maledizione! Dopo dieci minuti i primi pendolari iniziano a cercare nervosamente il loro telefonino  Forse dovrei fare anch’io uno squillo a casa? Improvvisamente vedo Paolo venirmi incontro strisciando. «Per fortuna», sussurra con un filo di voce, «sei ancora qui. Devo andare subito dal dottor Notari. La mia pancia ...» Mentre mi chiedo se il pediatra Notari sia il posto giusto dove andare ecco arrivare l’autopostale. Paolo si precipita verso la porta e si stende dolorante sui sedili in fondo.

Appena arrivo in studio mi scuso del ritardo. «Non è la fine del mondo», mi dice il dottor Notari che riceve subito mio marito. Che il dottor Notari avesse delle mani magiche l’avevo intuito subito: dopo poco infatti Paolo esce tutto ringalluzzito. L’ho sentito raccontare al dottore che la nevicata gli aveva salvato la vita perché era riuscito a prendere l’autopostale. Anche se in fondo non era stata poi così una tragedia come l’aveva dipinta Paolo, a volte un ritardo può essere davvero provvidenziale!